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Costano molto le newsletters di borsa  ?



Costano molto i report borsistici?
Mi riferisco alle analisi che potete trovare su internet; per esempio su un sito come il mio.
Purtroppo il nostro e' un settore nuovo e c'e' chi lavora gratis (boh: io non mi fiderei visto che nessuno perde tempo senza alcuno scopo. Sopratutto quando si parla di denaro) e chi magari chiede decine di milioni per insegnare sottovoce tecniche segrete di Gann (non sono poi tanto segrete visto che vengono raccontate dappertutto).
A proposito: i "rettori" -per modo di dire- della Gann University sono stati condannati dall'autorita' Garante per pubblicita' ingannevole.
Alle richieste di informazioni sulle loro mirabolanti performance passate NON hanno "stranamente" saputo rispondere con adeguata documentazione.
Che strano.
La domanda iniziale mi e' venuta in mente perche' mi e' capitato tra le mani un prospetto informativo di un'assicurazione sulla vita index linked.
Questo piano pensionistico funziona cosi': i denari vengono depositati in un fondo che investe a sua volta un po' in fondi obbligazionari e un po' in azionari in base alle esigenze del cliente.
I costi?
Semplice: c'e' un'aliquota iniziale che varia dal 6% al 1% in base ai versamenti totali che il cliente promette di sottoscrivere nel tempo.
Per esempio: se io decido di investire 5.000 euro all'anno per 30 anni cado nel secondo scaglione, 5%, e devo versare 250 euro (mezzo milione di vecchie lire) per ogni rata.
Questo e' un costo visibile e lo troviamo nell'estratto conto che ci verra' spedito.
All'interno del documento da leggere (circa 50 pagine e se non sei leggermente esperto di assicurazioni e' come leggere un libro di Umberto Eco) troviamo le spese che non si vedono ma che ci sono:
- la compagnia preleva il 2% all'anno dal fondo per commissioni di gestione.
- gli stessi fondi in cui sono investiti i soldi prelevano, sugli stessi soldi (sempre quelli), commissioni variabili dallo 0,5 (parte monetaria) al 2% (parte azionaria).
Sui 5.000 euro iniziali, oltre ai 250 euro di spese di ingresso, troviamo una media del 3% di costi di gestione dei fondi e quindi altri 150 euro.
(Non considero le spese per la pubblicazione delle quote, per la certificazione del bilancio ecc che su fondi molto grossi incidono per importi percentuali risibili)
Morale: su questo prodotto, ogni anno, abbiamo mediamente 400 euro di commissioni (su 5.000 euro investiti).
E a casa mia e' un 8% !!!
Se la compagnia dovesse investire prevalentemente in obbligazioni, diciamo con rendimenti attorno al 3%, fate un po' voi i conti dell'interesse (negativo) che percepisce l'assicurato.
Ci sono, e' vero, i vantaggi fiscali (deduzione fino al 12% del reddito) ma questo e' un altro discorso.

Questo era un piccolo prodotto assicurativo.

Se andiamo a controllare una gestione in fondi la musica non cambia, anzi peggiora, perche' stiamo parlando di importi molto piu' consistenti.

Oltre alla commissione di ingresso che in questo caso e' una tantum in quanto, generalmente, si fa un grosso versamento iniziale, anche qui abbiamo una commissione di gestione (variabile dal 1% al 2%).
Le stesse commissioni, sugli stessi soldi, vengono prelevate dai fondi in cui la Gpm investe.
Cioe': pagate due volte qualcuno che gestisce il vostro denaro.
(E spesso lo fa anche male)

E' facile far di conto: su una gestione di 100.000 euro (i vecchi duecento milioni), posto una media delle due commissioni del 3%, pagate 3.000 euro all'anno (sei vecchi milioncini).

L'altra cosa interessante e' questa: spesso i prodotti vengono suddivisi tra 
- "a rischio" (i fondi che investono in azioni) e 
- quelli tranquilli (che investono in titoli di stato o quant'altro).
Nel primo caso il cliente e' quasi sicuro che se il mercato scendera' lui perdera': la logica, invece, vorrebbe che l'esperto e' li apposta, ed e' profumatamente pagato, per diminuire l'espozione azionaria  in caso di andamenti negativi..
E invece che cosa succede?
Questi prodotti sono collegati ad un benchmark e cioe' devono cercare di battere un indice.
Se, per esempio, l'indice dei fondi azionari chiude a -20% e la nostra Gpm  riesce a perdere "soltanto" il 15%, la societa' ci verra' ci verra' a magnificare l'ottimo risultato ottenuto.
E, spesso, ci fara' anche pagare una commissione di performance.
Su una perdita.

Nel caso del risparmio gestito obbligazionario, sopratutto le Gpm monetarie, possiamo fare un'altra osservazione: c'e' bisogno di un esperto per comprare Bot e Cct?
E' vero, qualche gestore ha comprato anche titoli esteri, dei paesi emergenti (Argentina, Brasile, Russia): anche in questo caso, forse, era meglio far da se.

Detto tutto questo: sono costosi i report che molti siti pubblicano su internet?
Al pubblico dei navigatori l'ardua risposta.